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Cultura toscana - L'eternità di un popolo

Una delle più affascinanti eredità che la storia ha lasciato alla Toscana e al Lazio è il segno del passaggio di un popolo antico e misterioso: gli Etruschi. Si possono ricomporre i frammenti di questa leggenda solo visitando i magnifici musei, gli scavi e le necropoli rupestri che privilegiano queste zone e paesi.

Vulci

Cinque torri circolari, di cui una più alta, e una torretta quadrata, delimitano il perimetro di questo piccolo gioiello di architettura medievale. Al castello si accede dalla porta che si affaccia sul ponte, attraverso un passaggio coperto che conduce ad un ampio cortile dalla forma irregolare. Le pareti di questo passaggio regalano al visitatore un'esposizione di "trofei" singolare. Appesi dal lato dell'impugnatura, spesso arrugginiti, pendono decine di "spilloni", ferri a forma di "T" che ogni tombarolo conosce per essere l'attrezzo del mestiere di chiunque sia dedito al saccheggio e allo scavo clandestino. Fu proprio per riaffermare un ruolo di controllo e di gestione del territorio vulcente che 25 anni fa si decise di dare vita, all'interno del castello stesso, al Museo archeologico nazionale. Vulci, ovviamente, non è solo il Museo; Vulci fu anche una città etrusca tra le più potenti e floride. I suoi resti, oggi visitabili, possono essere raggiunti abbastanza agevolmente. Partendo dal castello, si prende la strada provinciale del Fiora e, dopo aver passato il nuovo ponte, girando a sinistra, troviamo le indicazioni che segnalano il sito della città.

Tarquinia

Villa Giulia è anche un invito a scoprire l'Etruria meridionale, le sue aree archeologiche e i suoi musei, primo fra tutti il Museo di Tarquinia, con l'altorilievo dei Cavalli Alati dal tempio dell'Ara della Regina e gli affreschi staccati dalle tombe degli Auguri, delle Olimpiadi, del Letto funebre e del Triclinio, e qui rimontati in suggestive ricostruzioni delle camere funerarie.

Visita maggio-settembre, ore 9-14 e 16-19; altri mesi, 9-14; chiuso il lunedì.

Chiusi

Una tappa a Chiusi può riservare piacevoli sorprese. Oltre a visitare un Museo totalmente rinnovato, con i suoi famosi canopi e le preziose urne decorate a bassorilievo, si può ora scendere nel labirinto di Porsenna (dedalo di cunicoli, pozzi e cisterne che già gli Etruschi scavarono sotto le vie della città) passando in rassegna, oltre tremila tra iscrizioni e urne cinerarie.

Visita, ore 8-14; festivi 9-13; chiuso il lunedì.

Grosseto

Il Museo, Archeologico e d'Arte della Maremma è tappa fondamentale per un viaggio tra gli Etruschi (e non solo). I reperti dagli scavi di Roselle ne sono protagonisti.

Visita, ore 9,30-12,30 e 16,30-20. Chiuso mercoledì e nei pomeriggi festivi.

Cortona

Il Museo dell'Accademia etrusca mostra tra l'altro il grande lampadario in bronzo con satiri e sirene. Attualmente a palazzo Grassi di Venezia, è esposta Tabula, testo giuridico e forse il più importante ritrovamento etrusco del secolo.

Visita 10-13 e 16-19; inverno 9-13 e 15-17; chiuso lunedì.

Roma

il sarcofago degli sposi da Cerveteri, l'Apollo da Veio, la cista Ficoroni da Palestrina, l'altorilievo e le lamine d'oro da Pyrgi, la kylix di Euphronios: al Museo di Villa Giulia a Roma non c'è solo tutta l'Etruria meridionale, ci sono alcuni tra i massimi capolavori dell'arte etrusca e sublimi realizzazioni di maestri greci che gli Etruschi collezionavano. Nella splendida cornice della villa rinascimentale, di recente restituita al suo antico splendore, si percorre un viaggio ideale da Veio a Cerveteri, a Pyrgi, a Vulci, a Bisenzio, ma anche nella terra dei Falisci e nel Lazio meridionale preromano, il cosiddetto Latium vetus.

Visita, ore 9,30-12,30 e 16,30-20. Chiuso mercoledì e nei pomeriggi festivi.

Partenza dalle Fontanelle...

chi decide di addentrarsi nel territorio, alla ricerca dei resti delle città e delle numerose necropoli, farebbe bene ad informarsi sempre prima, presso il Ricevimento, dato che per l'apertura di alcuni monumenti può rendersi necessaria la presenza di un addetto del Museo stesso.